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Vini della Romagna, un piacere per ogni occasione

Buoni, dalle mille sfumature e adatti a ogni occasione. I vini della Romagna sono il risultato di una terra dalla lunga tradizione vitivinicola e di una popolazione calda e accogliente come poche altre. Dall'intramontabile Sangiovese a bianchi pregevoli come l'Albana e il Trebbiano, questa terra e le sue dolci colline offrono il bicchiere giusto per ogni piatto, per ogni momento.

Vediamo insieme quali sono i vini romagnoli - tutelati dal Consorzio Vini di Romagna dal 1962 - e quali caratteristiche hanno. Senza dimenticare il giusto abbinamento.

Sangiovese DOC

Il vino che forse più rappresenta questo territorio. Un rosso che si ottiene con uve Sangiovese (minimo 85%) e altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione per la regione Emilia Romagna (massimo 15%).

Il Sangiovese Doc è un vino dal colore rosso rubino, talora con orli violacei e dall'odore vinoso, con profumo delicato che ricorda la viola. Al palato è un vino armonico, leggermente tannico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

L'abbinamento

A tavola il Sangiovese si sposa bene con piatti a base di carne e selvaggina, ma anche primi di pasta fresca romagnola al ragù (cappelletti, tortelloni...) e formaggi stagionati.

Per noi puoi accompagnarlo con la ricetta del gallo in umido oppure con il cappone ripieno. Per un piatto gourmet invece ti suggeriamo il petto di faraona croccante.

sangiovese vini romagna

Albana DOCG

Unica Docg del territorio, il Romagna Albana DOCG è un bianco che si produce con uve Albana (minimo 95%) e altri vitigni a bacca bianca (massimo 5%) idonei alla coltivazione nella regione.

Il colore dell'Albana Docg è giallo paglierino, tendente al dorato per i più invecchiati, mentre al palato può avere diverse sfumature. Conosciuto molto nella sua variante dolce e passita, l'Albana è un vino che può essere gustato anche secco.

L'abbinamento

Nella versione secca, l'Albana si abbina bene con primi piatti al ragù, salumi locali o pesce al forno. Nella versione dolce e/o Passito invece si accompagna al meglio con pasticceria secca.

Noi ti proponiamo di provarlo (nella variante secco) con uno squisito risotto con le creste di gallo.

Trebbiano DOC

Sicuramente uno dei vini bianchi più diffusi e importanti della Romagna. Il Trebbiano Doc si ottiene con uve del vigneto Trebbiano Romagnolo (minimo 85%) e altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la regione Emilia Romagna (massimo 15%).

Si tratta di un vino dal colore paglierino, più o meno intenso, e dal piacevole odore vinoso. In bocca il Romagna Trebbiano Doc è sapido e armonico.

L'abbinamento

Un vino dal sapore secco e fresco che ben si accompagna con primi piatti leggeri o secondi a base di pesce.

Il nostro consiglio: perché non provarlo durante una grigliata con gli amici? Un altro bel modo per gustarselo!

vini della romagna

Pagadebit DOC

Vitigno autoctono dal nome curioso. Sembra infatti che queste uve generose fossero una garanzia tale da permettere ai contadini di pagare i debiti annuali, comunque fosse andata l'annata degli altri vitigni. Il Pagadebit Doc si produce con uve Bombino bianco (minimo 85%) e altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la regione (massimo 15%).

Il Romagna Pagadebit Doc è un bianco dal colore paglierino e dal caratteristico odore di biancospino. Al palato risulta gradevole e delicato, con aromi erbacei.

L'abbinamento

Il suo sapore asciutto lo rende un vino da prediligere con piatti non troppo strutturati. Bene il pesce, ma anche paste bianche, zuppe e vellutate.

Il nostro consiglio? Provalo con una gustosa, ma leggera Caesar Salad o con un'insalatina di faraona.

Cagnina DOC

Un vino per romagnoli Doc. Il Romagna Cagnina è un rosso che si produce con uve del vitigno Terrano (minimo 85%) e altre a bacca nera di vitigni idonei alla coltivazione nella regione (massimo 15%).

Da bere fresco di vendemmia, questo vino ha un colore rosso violaceo e un gradevole profumo vinoso. In bocca dimostra corpo, è un po’ tannico e leggermente acidulo.

L'abbinamento

La Cagnina Doc è il vino giusto per l'autunno e i primi freddi: si sposa bene infatti con formaggi, castagne arrosto, ma anche dolci da forno.

Noi te lo consigliamo anche con il nostro panino gourmet con gallo, paté di olive e cetriolini.

Romagna Spumante DOC

Tutto il gusto delle bollicine di un territorio frizzante sotto tutti i punti di vista. Il Romagna Spumante Doc ripropone l'esperienza della spumantizzazione romagnola degli inizi del Novecento. E infatti recentemente il Consorzio Vini di Romagna ha creato per questo vino un marchio collettivo dal nome Novebolle. Nove, come il numero dei colli romagnoli.

Il Novebolle Spumante Doc può essere prodotto come Romagna Bianco Spumante Doc e Romagna Rosato Spumante Doc. Il primo si ottiene da uve Trebbiano Romagnolo (minimo 70%), mentre la versione rosé da uve Sangiovese (minimo 70%).

Si tratta di uno spumante armonico, fine e persistente, delicato al naso e secco e sapido al palato.

L'abbinamento

Il Romagna Spumante Doc è molto versatile. Si presta perfettamente come vino da aperitivo e può essere la bottiglia giusta da accompagnare a un buon dolce. Gli amanti delle bollicine possono gustarlo anche a tutto pasto se con piatti leggeri, a base di carni bianche o pesce.

vitigni romagna

Altri vini romagnoli

Rossi, bianchi, frizzanti, dolci: i vini che offre il territorio romagnolo sono molti e tutti di ottima qualità. Oltre ai principali, citati in precedenza, la Romagna vanta altre denominazioni prodotte con uve provenienti da diversi vitigni: Barbera, Chardonnay, Pinot bianco, Trebbiano romagnolo, Cabernet sauvignon, Sangiovese, Biancame, Grechetto Gentile.

Vini di Romagna: le altre DOC

  • Colli d'Imola
  • Colli di Faenza
  • Colli Romagna Centrale
  • Colli di Rimini

Vini di Romagna IGT

  • Rubicone IGT
  • Forlì IGT
  • Ravenna IGT
  • Sillaro IGT

La ricetta dell'estate? La grigliata!

Gli ingredienti per la grigliata estiva perfetta? Innanzitutto la buona compagnia di famiglia e amici, poi ingredienti di qualità, un pizzico di fantasia e qualcosa di fresco da bere. Ferragosto si avvicina e anche la voglia di grigliare spensierati, ma sempre attenti al gusto. Oggi vogliamo darti quindi qualche dritta per ottenere il massimo nella scelta della carne e della marinatura, suggerendoti anche tante buone verdure da accompagnare e qualcosa di adatto da bere in abbinamento.

Il tutto con un occhio anche alla leggerezza. Perché l’obiettivo è mangiare bene e divertirsi, senza appesantirsi troppo.

 

La carne giusta e la marinatura che preferisci

Scegliere di fare una grigliata usando carne bianca non vuol dire rinunciare al gusto, soprattutto se scegli carne di qualità, allevata senza uso di antibiotici. Il risultato sarà infatti una mangiata gustosa e più sana. Cosa usare quindi? Per la tua grigliata puoi fare un bel mix di grandi classici come pollo e galletto, e qualcosa di meno frequente, ma altamente saporito, come la faraona.

Se hai uno spiedo a disposizione puoi divertirti a prepararli tutti interi, assicurandoti che pian piano il calore arrivi bene all’interno e cuocia la carne alla perfezione. Sicuramente il risultato è scenografico, molto bello da vedere. Se invece cucini direttamente a contatto con la griglia puoi dividere in due parti pollo e faraona e cuocerle così. Altrimenti, porzioni la carne nei tagli classici: coscia, ali e petto. Il galletto poi è semplicissimo da fare: per sua natura si presta a essere messo intero sulla griglia fino a quando non diventa così succulento alla vista che non puoi far altro che tirarlo via e mangiarlo di gusto!

Abbiamo detto che la carne, se di qualità, è già gustosa di suo. Ma per rendere ancora più golosa la nostra grigliata possiamo affidarci alle marinature. Ne esistono tante e possiamo crearcela su misura: aromatica, esotica o più piccante. Per molti è la carta vincente per rendere saporito il petto, che può risultare più asciutto, ma tante volte può bastare anche solo un buon trito di aromi del Mediterraneo per leccarsi i baffi. Qui trovi alcuni suggerimenti per la marinatura del galletto, che si prestano ovviamente anche per il pollo e la faraona.

 

Galletto grigliato

 

I contorni: anche frutta e verdura amano la griglia

Uno dei piaceri dell’estate è rappresentato sicuramente dai colori e dai sapori delle tante verdure che ci regala la bella stagione. Quindi in una grigliata in compagnia oltre alla carne devono abbondare le verdure, il contorno perfetto.
La scelta spetta solo a te, perché vanno benissimo tutte. L’unica differenza è che alcune richiedono una cottura più lunga, come ad esempio patate e melanzane, mentre altre possono essere scottate rapidamente e sono pronte a essere gustate: peperoni, zucchine, carote, cipolle, radicchio rosso e, perché no, anche del pak choi, il cavolo cinese. Senza dimenticare un’altra golosità immancabile: le pannochie.

Oltre a rendere più gustosa la nostra mangiata, le verdure sono dunque anche molto semplici da fare. Dopo averle cotte basta condirle leggermente con un filo d’olio e sale, per chi ama gustarle il più al naturale possibile.
Ma possiamo goderci le nostre verdure grigliate anche abbinandole a delle salse sfiziose. Anche qui libero spazio alla fantasia e ai gusti personali: c’è la classica salsina agrodolce, quella piccante o bbq oppure la salsa tzatziki, tipica della cucina greca e che ben si sposa con la carne.

Infine, non dimenticare che anche la frutta si può grigliare! Può essere un’ottima idea sia come contorno che come dolce. Pochi minuti, il tempo di fargli prendere le classiche striature, ed è pronta. Sì, ma quale usare? Mele, pesche, anguria, melone oppure un grande classico sudamericano: l’ananas, davvero squisita. Hai l’imbarazzo della scelta.

 

cosa bere in una grigliata

 

Cosa bere? Qualcosa di fresco e aromatico

La grigliata chiama la birra, un grande classico. Molti amano berla ghiacciata, ma ricorda che se scegli birre artigianali con un certo carattere, per gustarle al meglio è preferibile che non siano proprio fredde fredde. Diciamo fresche, il giusto. In questo modo mantengono tutte le loro peculiarità e si esaltano nell’abbinamento con la carne.

Ma in una grigliata come si deve non può mancare il vino. Noi ti consigliamo alcune eccellenze del nostro territorio. Due bianchi perfetti sono il Trebbiano di Romagna DOC o l’Albana di Romagna DOCG, mentre tra i rossi l’intramontabile Sangiovese di Romagna DOC. Si tratta in tutti i casi di vini aromatici, piacevoli e non troppo pesanti per una calda giornata estiva.

Un’alternativa chic? Un Gin Tonic, che nelle botaniche del gin e dell’acqua tonica può richiamare al palato le erbe aromatiche impiegate per la cottura della carne. Un drink fresco e facile da dosare in modo che non abbia un’alta gradazione alcolica.


cucinare il Galletto alla birra_marinatura

Cucinare il galletto: idee per la marinatura

La carne del galletto è tenera e fragrante, perfetta per chi cerca un'alimentazione leggera e saporita e adatta sia per piatti raffinati che per una cucina veloce. Ma per cucinare un buon galletto sono necessari alcuni gustosi trucchi. Se vuoi preparare un galletto da leccarsi i baffi, che sia alla brace, al forno o in padella, bisogna pensare prima di tutto alla marinatura. Di seguito trovi alcuni suggerimenti per dare ogni volta un sapore diverso al tuo galletto.

Galletto alla brace: la marinatura aromatica

La migliore marinatura per il galletto da fare alla brace la prepari con un’emulsione di olio, un goccio di aceto (non di più, altrimenti cuoce la carne) e un trito di sale grosso e profumate erbe aromatiche: timo, rosmarino, salvia, alloro, maggiorana. Anche l’origano è perfetto per insaporire la carne del galletto. Massaggiala e poi lascia marinare il galletto per due o tre ore in frigo. Dopo di che è pronto per la brace.

galletto al forno ricetta

Galletto in padella: la marinatura indiavolata

Un altro metodo per cucinare un gustoso galletto è alla diavola. Anche in questo caso è fondamentale insaporire la carne con una marinatura perfetta per dare quel tocco "indiavolato" al piatto. Il mix perfetto è una emulsione a base di olio, paprika, pepe e un mix di erbe provenzali ai quali poi aggiungere peperoncino da dosare in base al livello di piccantezza preferita. Bisogna massaggiare la carne del galletto con la marinatura piccante e poi lasciare che si insaporisca per bene. Sono sufficienti un paio d’ore e a quel punto il galletto è pronto per finire in padella.

gran galletto al forno marinato alla birra

Galletto al forno: la marinatura esotica

Un’alternativa più contemporanea alle due marinature tradizionali è la marinatura etnica, perfetta per preparare un esotico galletto caramellato. In questo caso bisogna preparare un trito di zenzero, scorza di limone (non trattato!) salvia, erba cipollina, basilico e origano. Si emulsiona con olio insaporito da uno spicchio di aglio tritato fine. Infine sale e pepe e la marinatura etnica è pronta. Basta massaggiare la carne e poi immergerla nel liquido per un paio d’ore. Prima di infilare il galletto nel forno serve il liquido per la glassatura. Si prepara con zucchero di canna, succo di mela e aceto di mele, da stemperare in un pentolino a fuoco dolce. Quando il liquido si è ridotto, perdendo la parte acquosa, si aggiunge un trito di scorza d’arancia e un paio di cucchiaiate di ketchup. Si toglie dal fuoco, si mescola e si spennella la carne prima di infornare.

gran galletto grill ricetta

Galletto: marinature e ricette da chef e blogger

Altre idee per la marinatura del galletto le trovi nelle ricette degli chef per il nostro blog Terre di Romagna. Stefano De Gregorio nel suo galletto al forno con verdure ne prepara una squisita con il miele di castagno, mentre Carlo Molon realizza una marinatura alla birra e accompagna il galletto con carciofi in pastella. Un'altra idea per cucinare questa carne squisita ce la suggerisce Teresa Balzano con la sua ricetta del galletto grill al sale.


Albicocche: proprietà, caratteristiche e benefici

L'albicocca è il frutto dell'albicocco e fa parte della famiglia delle Rosacee e del genere prunus, lo stesso di ciliegia, prugna, mandorla e pesca. Frutto estivo dal basso apporto calorico, è un ottimo alleato per i nostri spuntini fuori orario, ma anche per la preparazione di dolci squisiti.

Ma vediamo di scoprire qualcosa in più sulle albicocche.

L'origine del frutto

Il nome dell'albicocco - Prunus Armeniaca - suggerisce di cercare le origini di questo frutto in Armenia, dove fu scoperto da Alessandro Magno. In realtà l'albicocco è originario della Cina. I Romani lo introdussero in Italia e in Grecia, ma la sua diffusione nel Mediterraneo è opera degli arabi. Sembra infatti che il nome del frutto derivi dall'arabo al-barqūq.

albicocche proprietà

Caratteristiche e varietà di albicocche

L'albicocca è una drupa di colore giallo-arancio, dalla buccia leggermente vellutata. Quest'ultima tende a diventare liscia a maturazione. La polpa è tenera e zuccherina e si stacca facilmente dal nocciolo. Come detto, la stagionalità dell'albicocca è legata all'estate e i mesi di raccolta sono quelli di maggio, giugno e luglio. A livello nutrizionale, l'albicocca contiene 28 calorie ogni 100 grammi.

Esistono decine di varietà di albicocche in tutta Italia e l'Emilia Romagna e una delle regioni con la maggiore produzione insieme alla Campania. Con Pindos ad esempio ci si riferisce a una varietà precoce, che si può iniziare a raccogliere verso fine maggio, mentre Diavole indica un tipo di albicocca con pigmentazione rossastra e di discreta pezzatura. Reale di Imola è invece una varietà coltivata in Emilia-Romagna, che matura nel mese di luglio. Produce un frutto di pezzatura media, dal color oro e con la polpa gialla. La Valleggina o "Albicocca di Valleggia" si trova nell'entroterra savonese e prende il nome dalla piana di Valleggia dove è coltivata. Con Amabile Vecchioni ci si riferisce a un albicocco che produce frutti grandi che maturano negli ultimi dieci giorni di giugno. Thyrintos è invece una varietà molto precoce, che matura nel nord Italia nella prima settimana di giugno e le albicocche sono di grande pezzatura.

Scopri bontà e sapore della nostra Terra di Romagna nella sezione Ortofrutta


Albicocche: proprietà

Vediamo ora quali sono le proprietà. L'albicocca è il frutto più ricco di vitamina A e potassio. Contiene anche magnesio, fosforo, ferro, calcio, oltre a vitamina C, ma in quantità inferiori a molti altri frutti. Per le sue caratteristiche e per la presenza di beta-carotene e sorbitolo, l'albicocca ha potere antiossidante, combatte quindi il colesterolo cattivo e gli effetti dei radicali liberi, protegge la cute e sostiene la capacità visiva.
Le albicocche sono inoltre un ottimo alleato anche per chi soffre di anemia, mentre hanno un leggero potere lassativo.

albicocche

Albicocca: come usarla in cucina

Le albicocche sono un frutto molto versatile. Sono buonissime da mangiare crude, da sole o all'interno di macedonie, ma sono ottime da usare anche per preparare conserve, gelati, mousse o creme. Possono essere anche essiccate o sciroppate.
L'albicocca è perfetta poi come ingrediente per le torte - in particolar modo le crostate - o come base per un genuino succo di frutta estivo.


fondo di pollo

Ricette anti-spreco: come fare il fondo di pollo e come usarlo in cucina

La cucina è un’arte in cui è importante non sprecare mai niente. Recuperare gli ingredienti o gli avanzi come hanno sempre fatto i nostri nonni è questione di rispetto, ma può essere anche un ottimo modo per dare origine ad altre squisite ricette. Parlando dei tagli del pollo abbiamo visto come di questa carne non si butti via nulla, ora vediamo come possiamo usare la carcassa per fare un buon fondo di pollo. Una vera ricetta antispreco che può tornare utile come base per preparare tanti altri piatti.

 

Come fare un fondo di pollo

Ottenere un buon fondo dalla carcassa del pollo è davvero molto semplice. Si tratta di una preparazione base che ci darà molta soddisfazione sia per le cose buone che potremo preparare col fondo, sia per aver sfruttato al meglio gli ingredienti, senza sprecare nulla. L’importante è tirare fuori tutti i succhi dalla carcassa.

Il nostro fondo di pollo si ottiene in tre passaggi:

 

  • Rosolare la carcassa di pollo con spezie e aglio in camicia.
    In questa fase possiamo scegliere aromi e spezie di nostro gradimento, come peperoncino, chiodi di garofano, bacche di ginepro. L’importante è non esagerare altrimenti si compromette il gusto finale.
  • Cuocere con acqua, erbe e verdure.
    Una volta completata la rosolatura, aggiungiamo l’olio e una serie di verdure che daranno sapore al fondo: sedano, cipollotto, funghi, pomodori, olive, capperi. Anche in questo caso, si tratta di una scelta che possiamo basare sui nostri gusti. Copriamo il tutto poi con dell’acqua fredda e lasciamo cuocere per circa 40 minuti.
  • Sgrassare e filtrare.
    Durante la cottura, ricordiamoci ogni tanto di sgrassare il liquido con una schiumarola.
    Al termine filtriamo il tutto e avremo il nostro fondo di pollo. Ma attenzione, non buttiamo il resto, ci servirà comunque…

Finito qui? Per la preparazione del fondo di pollo sì, facile vero? Ma ora possiamo usare questa base in molti modi.

In questo video puoi seguire gli insegnamenti di un grande chef come Luigi Pomata, cuoco sardo dell’omonimo ristorante di Cagliari e membro di Compagnia degli Chef.

 

 

Come usare il fondo di pollo

Oltre a non buttare via nulla del pollo – e quindi non sprecare tutti i sapori di questa carne – il fondo può essere nostro alleato in cucina in diversi modi. Per prima cosa, se non dobbiamo usarlo subito possiamo congelare il fondo di pollo e utilizzarlo in seguito al posto del dado. Fatto in casa è sicuramente molto più buono e genuino.

Un’altra possibilità, come ci suggerisce chef Pomata nel video, è usarlo per fare la besciamella: niente di più semplice, le proporzioni sono 50% latte e 50% fondo di pollo.

E ciò che è rimasto quando abbiamo filtrato? La parte che rimane della carcassa di pollo puoi spolparla e utilizzarla in diverse ricette. Puoi sfruttarla per cucinare un ragù, puoi usarla per completare un risotto – magari proprio insieme al fondo che hai preparato – o anche utilizzarla per fare una lasagna. Le possibilità sono davvero molte, lasciati guidare dalla fantasia. .

 


cucinare il pollo

Come cucinare il pollo: 5 idee per tutti i gusti

Gustoso e leggero, il pollo è un grande alleato in cucina perché si presta davvero a tante ricette. Può essere protagonista del piatto principale del pranzo della domenica, come di un goloso spuntino all’interno di un panino o ancora una valida idea per un brunch o un pranzo leggero durante una giornata di lavoro.

Per la buona riuscita delle nostre ricette è fondamentale scegliere un pollo di qualità, allevato a lento accrescimento e senza uso di antibiotici, e valorizzarne al meglio ogni parte: qui la nostra scuola di cucina sui tagli del pollo, perché di questa carne non si butta via nulla.

Vediamo ora come cucinare il pollo in ricette per tutti i gusti!

 

Pollo alla cacciatora

Un grande classico della cucina tradizionale italiana. Il pollo alla cacciatora è una ricetta che ci restituisce una carne morbida e succosa, grazie al fondo di cottura. L’importante è scegliere ingredienti di qualità, a partire dal pollo fino alle verdure e al vino impiegato durante la preparazione. In questa ricetta chef Fabrizio Albini ci insegna a cucinarlo in maniera semplice in una pentola da forno.

 

 

Caesar Salad

Cosa preparare a pranzo per non appesantirsi troppo? Quale ricetta scegliere per un buon brunch? La risposta a queste domande è la Caesar Salad. Un piatto internazionale, veramente facile da preparare e che possiamo rendere ancora più gustoso scegliendo le salse che più ci piacciono. Ma non solo, la Caesar Salad è anche un’ottima ricetta anti-spreco: ci permette infatti di trasformare in un buon piatto il pollo avanzato. Perché in cucina non si butta via nulla! Ecco la ricetta di chef Fabrizio Albini.

 

 

Involtini di pollo

L’idea giusta per fare contenti tutti, grandi e piccini. Gli involtini di pollo sono una soluzione comoda per diverse occasioni e facile da preparare. In più possiamo sbizzarrirci ogni volta con un ripieno diverso! In questa ricetta, lo chef Stefano De Gregorio ci mostra come preparare degli squisiti involtini di pollo con ripieno di provola e melanzana.

 

 

Ali e alette speziate

Il pollo al curry è una ricetta che riscuote sempre molto successo. Usando poi le ali di pollo, che sono sfiziose già per natura, diventa ancora più goloso. Da mangiare con le mani, perché no! In questa ricetta chef Carlo Molon ci mostra come prepararle e accompagnarle a delle buone chips di topinambur.

 

Con questa ricetta invece prepariamo le alette di pollo. Chef Fabrizio Albini ci suggerisce una squisita versione in cui sono glassate al miele e leggermente piccanti. Un piatto saporito e allo stesso tempo molto elegante.

 

 

Panino con pollo

Voglia di uno spuntino durante la giornata? O di un’idea informale per una cena comoda, magari sul divano a guardare la tv? Un panino con il pollo è sempre una buona idea. Questa ricetta, proposta da chef Stefano De Gregorio, ci insegna a farne una creativa versione ispirata al pulled pork, specialità americano. In questo caso la carne di pollo marinata e sfilacciata diventa davvero golosa. Provare per credere!

 

 


tagli del pollo

I tagli del pollo: non si butta via niente

Tagli del pollo: ali, petto, cosce e sovracosce, testa, dorso, fegato, cuore, ventriglio e cresta ecco tutti i consigli per cucinarli

Del pollo non si butta via niente

La carne di pollo è una carne delicata e saporita, molto versatile e facile da cucinare. Si tratta di una carne bianca e quindi più leggera, ma anche molto nutriente. E proprio queste caratteristiche fanno in modo che sia una carne molto apprezzata, tale da essere quella maggiormente consumata nei cinque continenti. La parte più utilizzata è sicuramente il petto, è il taglio di pollo più magro e più versatile con il quale si preparano ricette in umido, bistecche alla griglia o il buonissimo pollo al curry.
Ma se da una parte il petto è la parte più magra, dall’altra ci sono cosce, sovracosce e soprattutto le ali che deliziano i nostri palati proprio grazie alla pelle, la parte più grassa e quindi buona di tutto il pollo.

Ma parleremo anche di quelli che sono considerati scarti: fegato, cuore, ventriglio e cresta sono tutti tagli del pollo preziosi e ricchi di gusto utilizzabili in diversi modi. Per finire le ossa e le zampe, ottimi ingredienti da utilizzare prettamente per la preparazione di brodi. 

Petto di pollo

Il petto è il taglio più magro e pregiato e si ricava dalla parte anteriore del pollo. Si può preparare  sia intero sia a fette che a bocconcini e cucinarlo in umido, alla griglia o anche impanato a cotolette o a mo’ di birbe di pollo. A seconda della preparazione è possibile marinare la carne prima della cottura con un’infinità di varianti. La marinatura mediterranea con erbe, olio e limone è la più classica, ma la possibilità di spaziare con aromi e spezie è infinita. 

Ricette con petto di pollo:

Boccone del prete

Passiamo alla parte più prelibata e ambita tra i tagli del pollo. Il boccone del prete, anatomicamente il sottocoda, è un piccolo pezzettino succulento molto saporito estratto con le mani prima di servire il pollo cucinato intero. Il piacere di mangiarlo solitamente si riserva alle persone più anziane tra i commensali, un gesto tanto antico quanto dovuto. 

Testa, zampe e ossa del pollo: perfette per fare il brodo

La testa, le zampe e le ossa del pollo sono perfetti per la preparazione di un brodo magro ma saporito. Si tratta di tre parti prive di carne e poco grasse ma saporitissime, per eccellenza  la vera essenza del brodo. Le zampe sono la parte con più grasso tra le tre, dopo due ore di cottura in acqua bollente lo rilasciano completamente donando così molto sapore e rendendo il brodo molto denso. Infatti le zampe di gallina sono definite una gelatina naturale, i resti si mangiano con le mani e sono una vera leccornia, un'usanza antichissima per veri intenditori. E poi anche la testa può essere mangiata, pratica anch'essa quasi in disuso come quella di spiluccare il midollo dalle ossa del pollo.
Per preparare il brodo di pollo si procede mettendo tutti i classici ingredienti del brodo, quindi sedano, carota e cipolla in una pentola con acqua fredda insieme agli scarti del pollo. Circa due ore di cottura e il brodo è pronto, si consiglia di non aggiungere mai sale al brodo, non è un dado!
In alternativa al sale è possibile insaporire il brodo giocando con gli aromi e altre verdure che ne rafforzano il sapore.

Collo del pollo

Il collo del pollo è una delle parti più prelibate, come lo è anche quello della faraona. Per cucinarlo è opportuno privarlo delle interiora e può essere farcito a piacere e cucinato in acqua bollente o al forno. La preparazione tipica toscana è una classica ricetta di recupero. Viene realizzata farcendo il collo con le interiora di pollo, e poi cotto al forno o lesso. Altrimenti, il collo si può privare della polpa per utilizzarla nella preparazione di ragù e sughi di carne.

Coscia e sovracoscia

La coscia del pollo, chiamata anche fuso o fusello, è da sempre motivo di disputa in famiglia, è il taglio per cui sarebbe meglio essere in due a mangiare il pollo, in modo da dividere equamente il piacere. Si tratta della parte ricavata dalla sezione inferiore del pollo, è la più buona tra tutte le parti perché ha un equilibrio perfetto tra quantità di grasso e carne, la quale è molto più umida di tutto il resto del pollo. Le cosce si possono cuocere in tutte le maniere, al forno con le patate, in padella per renderle croccanti, lesse col brodo a mo' di ricetta della nonna, e sono sempre buone. Per cucinare le cosce è necessaria una cottura non troppo aggressiva in modo che si cuociano fino al cuore e la pelle risulti croccante.
Stessa cosa vale per le sovracosce, sono la parte superiore alle cosce e posso essere cucinate in vari modi. Le sovracosce sono un taglio del pollo molto economico e molto versatile, arrosto, brasate in casseruola o cotte alla griglia fa poca differenza, sono sempre irresistibili e sono piene di carne.

Ali di pollo

Le ali del pollo sono composte da due parti: una è l'ala vera e propria, più carnosa, e l'altra è la parte finale che si usa tipicamente per fare le fantastiche alette di pollo fritte. Buonissime anche la versione fritta ma precedentemente marinata con la paprica. Eccezionale anche la ricetta delle ali di pollo al forno, si risparmia qualche caloria pur non rinunciando al gusto.

Ricette con le ali di pollo:


guidi certificazione friend of the earth

Il nostro mondo sostenibile ha ottenuto la certificazione Friend of the Earth

Da oggi siamo ancora più amici della terra. Il nostro amore per il territorio e il rispetto per il suo equilibrio si è concretizzato infatti in un riconoscimento molto importante per noi: quello di Friend of the Earth, programma di certificazione internazionale per l’agricoltura e l’allevamento sostenibile.

La certificazione per le filiere avicole e le filiere ortofrutticole di albicocca e susina ci è stata riconosciuta perché manteniamo boschi e aree naturali per una superficie pari al 10% della superficie agricola utilizzata, perché valorizziamo i nostri laghetti aziendali, salvaguardando la flora e la fauna locali, e perché utilizziamo energia rinnovabile; infatti produciamo 1kWh per ogni capo avicolo venduto.

Questo perché attenzione per l’ambiente e sostenibilità sono sempre stati valori fondamentali per la nostra famiglia, prima ancora che per l’azienda, come dimostra il fatto che il 100% dell’energia elettrica che usiamo nei nostri processi produttivi deriva da fonti di energia rinnovabile.

L’adesione al programma Friend of the Earth ha portato a localizzare, circoscrivere e valorizzare all’interno della nostra proprietà alcune aree naturali, tra cui 14 laghetti e i loro ecosistemi acquatici. Realtà di cui siamo orgogliosi come il Lago Kiwi, a Roncofreddo, area in cui da maggio a giugno maturano le albicocche Albisole, il Laghetto Burioli, nel comune di Borghi, lungo le cui sponde si trova una lunga fila di arnie e la presenza delle api contribuisce all’equilibrio perfetto di questo ecosistema e l’allevamento San Marino, il cui complesso produttivo è stato recentemente ristrutturato secondo canoni di biosicurezza e sostenibilità energetica.

Come famiglia Guidi, prima ancora che come azienda, siamo convinti infatti che un ambiente sano debba essere una priorità assoluta e una costante conquista e che la crescita è vero sviluppo solo quando è sostenibile. Solo così possiamo garantire prodotti genuini, di alta qualità e sicuri per il consumatore e per le future generazioni.

 

Che dire, non vi resta che scoprire il nostro piccolo grande mondo sostenibile nel cuore verde della Romagna.